Lasciata Pellestrina in un attimo il traghetto ci sbarca ad Alberese, la parte moderna del Lido di Venezia, che ci accoglie con una strana atmosfera sospesa tra eleganza decadente e disordine contemporaneo. Malamocco conserva ancora le opere d’arte di tanti artisti Ci passiamo quasi con rispetto, osservando il profilo austero dell’Hotel Excelsior, icona del lusso d’altri tempi, dove i fantasmi della Belle Époque sembrano ancora passeggiare tra le colonne e le palme del lungomare. Ma appena ci spostiamo dalla zona storica, il fascino sfuma.

img_20250730_134800_623732201992082431883-1024x512 La Vacanzella  tappa 2 Chioggia - Jesolo (parte 2)

img_20250730_134818_6358854758283716208272-512x1024 La Vacanzella  tappa 2 Chioggia - Jesolo (parte 2)

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img_20250730_135202_6698582391665991265903-512x1024 La Vacanzella  tappa 2 Chioggia - Jesolo (parte 2)

img_20250730_141523_8099038002798111654307-1024x512 La Vacanzella  tappa 2 Chioggia - Jesolo (parte 2)

La spiaggia del Lido — che da nome prometterebbe panorami marini e salsedine a volontà — delude, almeno per chi arriva in bicicletta. Il mare è nascosto da cancelli, stabilimenti, parcheggi privati, hotel moderni che sembrano più interessati a escludere che ad accogliere. La vista è negata, e questo, per chi viaggia a pedali cercando orizzonti e respiri aperti, pesa.

img_20250730_144510_772659077237468870271-512x1024 La Vacanzella  tappa 2 Chioggia - Jesolo (parte 2)

img_20250730_145120_524937335628021303084-512x1024 La Vacanzella  tappa 2 Chioggia - Jesolo (parte 2)

Il tempo di attraversare questa parentesi urbana e ci imbarchiamo di nuovo. Il traghetto che ci porta a Punta Sabbioni segna quasi simbolicamente l’uscita da Venezia. Lasciamo alle spalle la laguna storica, le sue architetture, i suoi misteri, e iniziamo a percorrere quella che potremmo definire la Venezia reale, quotidiana, vissuta.

Da Punta Sabbioni in poi, il paesaggio si apre: campagne, canali, casoni da pesca, ponti di legno e una laguna che, pur senza il fascino scenografico della Serenissima, racconta molto di più della sua anima profonda. Lungo il canale Daccagnana, in direzione Treporti e Cavallino, ci sorprende la bellezza della pista ciclabile del Pordelio, una delle più suggestive del Veneto. Scorre letteralmente sull’acqua, sospesa tra cielo e laguna.

img_20250730_175136_5268623068812209896734-1024x512 La Vacanzella  tappa 2 Chioggia - Jesolo (parte 2)

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È qui che il viaggio torna ad essere un puro piacere sensoriale: il rumore delle ruote sulla passerella in legno, il profumo salmastro della bassa marea.

A metà percorso, quasi per destino, spunta il bar Da Gino: un’istituzione per chi pedala da queste parti. Non possiamo esimerci. Ci fermiamo, molliamo le bici, ci sediamo al sole.
Un prosecchino fresco, qualche oliva, due chiacchiere con altri cicloviaggiatori e Gino che si affaccia dal bancone con un sorriso che sa di casa. È una sosta meritata, ma anche necessaria: un brindisi alla strada fatta, e a quella che ancora ci aspetta.

img_20250730_181536_9945139911124302776624-512x1024 La Vacanzella  tappa 2 Chioggia - Jesolo (parte 2)

Jesolo è di nuovo vicina. Ma questo tratto di laguna — intimo, silenzioso, autentico — ci resterà dentro come una delle sorprese più belle della Vacanzella. Un angolo di Venezia lontano dalle cartoline, ma proprio per questo, ancora più autentico.

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Di Paco Pignone

Sono un cicloesploratore per scelta di vita: un po’ meccanico, un po’ narratore, un po’ testardo. Vado in bicicletta per spostarmi, ma anche per restare. Per ascoltare il mondo da vicino, per scomporlo in tappe, per capirlo pedalata dopo pedalata. Scappo dall’ovvio, devio dalle rotte turistiche, mi infilo tra le crepe dell’asfalto dove si nascondono storie dimenticate, resistenze quotidiane, bellezze che non si vedono a motore acceso.

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