È il sesto giorno di viaggio e lasciamo Padova con il cuore pieno d’arte e il corpo ben riposato dalla giornata di pioggia. La direzione è chiara: verso i Colli Euganei, lungo il suggestivo Cammino di Sant’Antonio, che da secoli guida pellegrini e viandanti alla ricerca di un orizzonte più spirituale, ma che oggi accoglie anche noi, ciclo-erranti moderni in cerca di bellezza e silenzi.

img_20250803_094953209_hdr_ae6289489135856717592-1024x461 Vacanzella – Giorno 6: dai colli Euganei a Rovigo lungo il Cammino di Sant’Antonio, tra fiumi canali e campagna

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img_20250803_100126320_hdr_ae2108799135054513477-1024x461 Vacanzella – Giorno 6: dai colli Euganei a Rovigo lungo il Cammino di Sant’Antonio, tra fiumi canali e campagnaL’uscita da Padova è tranquilla, quasi rilassata. I chilometri scorrono veloci lungo strade secondarie e ciclabili ben segnalate, immerse in un paesaggio agricolo ordinato, con case sparse, campi di granturco e filari. È il fiume Bacchiglione a farci da guida: serpeggia silenzioso accanto alla nostra strada, a tratti largo e lento, a tratti incassato tra gli argini erbosi.

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Attraversiamo Battaglia Terme, una piccola perla fluviale dove l’acqua è protagonista assoluta. Il Castello del Catajo si staglia elegante, mentre le chiuse e i canali raccontano l’ingegnosità idraulica della Serenissima. Qui l’atmosfera cambia: si entra nella dimensione collinare, e i Colli Euganei cominciano a farsi vedere, come sentinelle che si alzano dalla pianura, verdi e accoglienti.

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🚴‍♀️ La strada comincia a diventare leggermente ondulata. Niente di troppo impegnativo, ma abbastanza da rendere la pedalata più dinamica.  Oggi è domenica, giorno sacro per i ciclisti veneti, quelli veri, quelli in divisa da team, con bici da corsa leggere come piume e polpacci scolpiti. Ce ne sono ovunque.

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Un piccolo tratto sterrato lungo l’argine del fiume, silenzioso e avvolto da salici e canneti, ci riporta in una dimensione più selvaggia. Qui il Cammino di Sant’Antonio si fa meditativo, invita al silenzio e all’osservazione. È facile immaginare il frate in sandali che attraversa questi luoghi con passo lento e occhi profondi. Ci sentiamo anche noi un po’ pellegrini, anche se la nostra “penitenza” sono più che altro i chilometri nelle gambe.

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Arriviamo infine a Monselice, che ci accoglie con il suo fascino medievale e il suo castello arroccato. È qui che decidiamo di fermarci. Una panchina vista colli, una bibita fresca e il sole che comincia a calare dietro le alture: una ricompensa perfetta per una tappa di vera connessione con il territorio.

image_editor_output_image1088163792-17542393003316283100742448310658 Vacanzella – Giorno 6: dai colli Euganei a Rovigo lungo il Cammino di Sant’Antonio, tra fiumi canali e campagna                     image_editor_output_image860304088-17542393266764036578752212095315 Vacanzella – Giorno 6: dai colli Euganei a Rovigo lungo il Cammino di Sant’Antonio, tra fiumi canali e campagna

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La direzione ora è Rovigo, più a sud, e il paesaggio cambia ancora. Dai colli Euganei si ritorna lentamente alla pianura padana, dove la terra si fa piatta, l’orizzonte si allarga e i campi coltivati si distendono a perdita d’occhio. È un tratto che può sembrare monotono, ma in realtà, a passo di bicicletta, ogni dettaglio racconta qualcosa: una cascina antica, un’edicola votiva, un’osteria di paese, i ritmi delle persone che lavorano la terra.

La strada è tranquilla, spesso secondaria, ideale per chi cerca il piacere di pedalare senza fretta. Il traffico è scarso e i pochi automobilisti ci rispettano: qui la bici è parte della cultura locale, forse anche perché tanti usano la bici ogni giorno, per andare a lavorare nei campi, nei piccoli artigianati, o semplicemente per spostarsi tra una frazione e l’altra.

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A ogni pedalata si respira quella ruralità autentica del Veneto sudorientale, con i suoi profumi di erba tagliata, di terra bagnata dalla pioggia del giorno prima, e quella luce gialla e obliqua del pomeriggio estivo che accarezza i campi. Ci fermiamo ogni tanto per bere, per fare una foto, per goderci quel silenzio pieno di suoni minimi: il vento, le cicale, il fruscio delle foglie.

 image_editor_output_image1953265664-17542865947135703849993683718692 Vacanzella – Giorno 6: dai colli Euganei a Rovigo lungo il Cammino di Sant’Antonio, tra fiumi canali e campagna   img_20250803_155144915_hdr_ae8926546885084191922-1024x461 Vacanzella – Giorno 6: dai colli Euganei a Rovigo lungo il Cammino di Sant’Antonio, tra fiumi canali e campagna

Rovigo si avvicina piano piano, annunciata dall’Adige  e da qualche cartello stradale. Non è una città che finisce spesso sulle guide turistiche, ma proprio per questo conserva un’anima discreta e genuina. Il centro storico è raccolto, elegante, con le sue piazze larghe, i portici e le torri medievali. Quando arriviamo, il sole è ancora alto, ma già più mite. La città ci accoglie con la sua atmosfera placida e ordinata: è il posto giusto per chiudere una giornata di viaggio tra ciclabili, colline e campagne.

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È qui, a Rovigo, che si chiude il nostro piccolo grande viaggio. Una manciata di giorni intensi, tra fiumi e lagune, città d’arte e borghi dimenticati, strade secondarie e ciclabili sospese. È qui che, dopo l’ultima pedalata, salutiamo questa terra generosa, umida, verde, agricola, a tratti selvaggia e sempre sorprendente.

Ci resta il silenzio dei canali, le barche ferme nelle darsene, le chiacchiere scambiate sotto i portici, il profumo di pesce fritto e quello della terra bagnata dalla pioggia. Ci resta il passo lento, la compagnia discreta dei fenicotteri e quella chiassosa dei ciclisti della domenica, le bici cariche che scricchiolano, le ruote che girano, il vento che ci accarezza la faccia mentre si pedala verso una direzione che è sempre, in fondo, più interiore che geografica.

Domattina il treno ci riporterà a Roma. E sarà un ritorno fisico, ma non mentale. La testa resterà un po’ lì, tra i riflessi della laguna e la voce della signora di Pellestrina che ci raccontava della Madonna dell’Apparizione, tra le curve del Sile e i filari d’alberi della Treviso-Ostiglia.

E mentre il finestrino del treno ci restituirà, metro dopo metro, la città, già sentiamo il richiamo della prossima partenza. Perché ogni ritorno è solo una sosta tra due partenze.

🎒 A presto, Vacanzella. A presto, Nordest.
Le bici sono pronte. E noi anche.

 

 

Di Paco Pignone

Sono un cicloesploratore per scelta di vita: un po’ meccanico, un po’ narratore, un po’ testardo. Vado in bicicletta per spostarmi, ma anche per restare. Per ascoltare il mondo da vicino, per scomporlo in tappe, per capirlo pedalata dopo pedalata. Scappo dall’ovvio, devio dalle rotte turistiche, mi infilo tra le crepe dell’asfalto dove si nascondono storie dimenticate, resistenze quotidiane, bellezze che non si vedono a motore acceso.

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